Un sapere che non ha confini

L’Italia ha una grande ricchezza, racchiusa nel Dna del suo tessuto imprenditoriale. È quella delle aziende capaci di competere e di conquistare i mercati mondiali.
Un sistema, quello dell’export, che genera un terzo della ricchezza prodotta nel Paese (per un valore di 581 miliardi di euro) e che è costituito da un insieme eterogeneo dove appaiono naturalmente i grandi campioni dell’industria, del fashion e del food, ma anche le piccole e medie imprese dalla spiccata vocazione agli scambi internazionali: aziende capaci di realizzare prodotti unici o di adattarsi con flessibilità alle richieste di clienti sparsi in tutto il mondo.

Grazie a loro l’Italia è diventato l’ottavo Paese esportatore al mondo, con flussi che tradizionalmente si dirigono indistintamente fuori e dentro i confini europei, e con Germania, Francia e Stati Uniti nell’ordine principali Paesi destinatari di beni e servizi italiani (la sola Germania, primo partner su questo fronte, attrae un valore di export italiano pari a 66,9 miliardi).

Mai come in tempi recenti questo impianto è stato messo alla prova da sfide in precedenza quasi impensabili: prima una pandemia e successivamente un conflitto sul territorio europeo. Eppure la presa dei campioni italiani dell’export non si è mai allentata. Tra l’anno precedente la pandemia (2019) e il 2021, secondo dati Ice, la crescita dell’export di Made in Italy è stata pari al 7,5%. E nell’anno in corso, questa volta secondo dati Sace, dovrebbe mostrare un altro +11%, arrivando a toccare nel 2023, per la prima volta, un valore prossimo ai 600 miliardi di euro.

Ma chi sono i protagonisti dell’economia italiana che portano nel mondo qualità, creatività, competenza e continua innovazione? Chi sono, in una sola espressione, i veri portabandiera del Made in Italy? Sul tema è stato difficile fino a oggi trovare una visione condivisa e trasparente. Per dare una risposta quanto più rigorosa alla domanda, Class Editori in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’ente pubblico che sovrintende il sistema doganale italiano, ha così ideato il Premio Export Capital 2022, dedicato alle aziende che hanno ottenuto i maggiori incrementi nelle esportazioni dei loro prodotti tra il 2019 e il 2021: risultati particolarmente significativi perché ottenuti in un periodo decisamente complicato a causa dell’emergenza pandemica.

E ancor più rilevanti perché generati a partire dai dati ufficiali del settore messi a disposizione dall’Agenzia delle Dogane, che con il suo Ufficio studi ha anche elaborato un algoritmo ad hoc per valutare (ponderandoli secondo un criterio dimensionale legato al fatturato) i risultati delle esportazioni italiane in 13 settori merceologici articolati in due categorie: i grandi esportatori, ovvero le aziende che esportano più di 5 milioni di euro, e gli esportatori emergenti, caratterizzati da valori di partenza inferiori a 5 milioni.